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Cenni storici sull'origine della Festa
di SAN BENEDETTO a Taggia
Nel 1625 la Liguria occidentale è coinvolta nelle
efferate vicende della Guerra dei trent'anni. " Ducato
di Savoia e la Repubblica di Genova si trovano in conflitto
tra loro. " Ponente Ligure diviene aperto campo di
battaglia. " Ducato di Savoia, tramite i due figli
del Duca, Vittorio Amedeo e Felice, ed il Marchese Ludovico
Solaro di Dogliani, sferra un duro attacco in tre direzioni:
Oneglia e Albenga, Bajardo e Triora e la Vai Roja. Taggia
è una fiorente città posta nell'immediato
entroterra, la cui vicinanza al mare le conferisce una
determinante importanza strategica, ma, nonostante munita
di una discreta difesa militare, sembra ineluttabilmente
condannata a soccombere alle ingenti forze nemiche. Di
fronte a tale opprimente minaccia il 26 aprile il Parlamento
cittadino di Taggia decide di ricorrere all'aiuto divino.
Viene pertanto fatto solenne e sacro voto a San Benedetto
Vescovo di Albenga affinché con la sua intercessione
possa preservare la città dagli orrori del conflitto.
Il voto consiste nel dedicare al Santo ogni anno, la seconda
domenica di febbraio, una festa di ringraziamento.
Così
infatti la delibera del Parlamento di Taggia del 26
aprile 1625:
"Ci sovrastano molti pericoli e sciagure essendo
circondati dai soldati del signor Duca di Savoia, i
quali vanno occupando molti lochi della serenissima
Repubblica e si vanno approssimando, né avendo
noi forze da poter resistere né difendersi non
ci resta che ricorrere in buona fede e profonda umiltà
alla misericordia e benignità del nostro Signor
Iddio, procurando con preghiere e lacrime e intercessione
di Santi di placarlo e per conseguenza avendo noi in
cielo il glorioso San Benedetto Vescovo di Albenga potremo
confidare se ricorressimo alla intercessione sua che
per mezzo suo otterremo
grazie dal Signor Dio Misericordioso e dalla gloriosa
Maria Vergine la quale per le orazioni e meriti di detti
Santi ci impetrerà misericordia e saremo sollevati
e liberati dalli immensi pericoli. Pertanto facciamo
voto fra un anno prossimo e a spese pubbliche edificare
un oratorio conveniente a gloria di Dio e di San Benedetto
da fabbricarsi nel presente loco con l'ancona della
Beata Vergine con Cristo nostro in braccio, San Benedetto
da una parte e San Marco evangelista dall'altra con
provvederli perpetui temporibus delli ornamenti concedenti
pre l'altare e ancora altre cose necessarie senza alcuna
arma particolare, ma il tutto a nome e a spese pubbliche,
e promette e obbligarsi di festare in perpetuum la sua
festa che è alli 12 di febbraio, nel qual giorno
in perpetuo si faccia solenne processione visitando
detto Oratorio imponendo pena di lire quattro a chi
non festerà quel giorno"
(Il crocefisso miracoloso di Taggia ed il suo santuario",
del Sacerdote Prof. Raimondo Martini)
Dopo
alterne vicende il 20 agosto finalmente l'esercito savoiardo
si ritira sconfitto. Taggia è salva!
Fedeli
al loro sacro voto, l'anno successivo, il 12 febbraio
1626, i taggesi festeggiano per la prima volta San Benedetto.
Da allora ogni anno, con estrema puntualità,
il voto è stato immancabilmente rispettato, con
un affetto ed una coerenza tali da far si che la festa
dedicata da Taggia al Santo salvatore oltre a costituire
una delle più belle pagine della sua storia,
abbia dato luogo alla sentita continuità di una
tradizione le cui sfumature confinano spesso con la
leggenda.
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